È una domanda che viene posta spesso e in effetti non è facile accettare di dover subire un intervento senza avere la percezione di non stare bene.
Tuttavia ci sono due validi motivi per cui a un paziente viene consigliato di farsi operare anche in assenza di (chiari) disturbi:
il primo è la scoperta di un reperto che può diventare minaccioso per il cuore e per la vita. Lo paragoni alla constatazione che i freni della sua vettura non funzionano più: di sicuro li vorrebbe riparare prima di doverli usare e appurare che non frenano davvero.
Il secondo motivo è la conoscenza del decorso naturale di talune malattie cardiache.
Grazie ai vari esami si possono oggi riconoscere precocemente i disturbi di funzionalità, prima che questi provochino un problema serio. Quando certi criteri sono raggiunti, si sa che un intervento precoce – ovvero quando il muscolo cardiaco funziona ancora bene – dà dei risultati migliori. Più a lungo si aspetta, più il muscolo cardiaco si affatica. In tal caso l’esito dell’operazione sarebbe meno buono (e a seconda del problema potrebbe comportare anche più rischi), perché il muscolo cardiaco è già indebolito.